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Fonte: Avvenire.it - Segnalato da: Valentino Spataro - 2020-06-26 - Post successivo - Stampa - pag. 95061

Droghe e alcol: proibizioni e informazioni

La comunicazione promozionale, commerciale, elettorale, propagandistica; ha raggiunto livelli di pervasività mai visti.


Possiamo desiderare una comunicazione su valori diversi ?

- Avvenire.it


F

Fr. Biagio in questi giorni sciopera.

Non mangia.

Solo una eucarestia al giorno.

Perche' ?

Perche' si permette alle persone di drogarsi, bere, dipendere da tutto e poi commettere violenze su altri.

Biagio si chiede perche' si consente la promozione commerciale di prodotti che danneggiano.

Perche' ?

Molti diranno che e' l'uso sbagliato.

  • Fare tardi la sera, dopo la disco.
  • Bere troppo con gli amici, per divertirsi.
  • Giocarsi tutto alle slot, per fiducia nella sorte.
  • Correre in auto, perche' sicuri di se' stessi.
  • L'hate speech, per sentirsi potenti al pc.

Allora vietiamo le auto ? I giochi ? Le bevande ? Il web ? Le droghe ?

Il confine tra dittatura e democrazia sta nella scuola. Nell'educazione. Nell'informazione.

Nel parlarne.

Finche' le tv e i social sono dominati dalla pubblicità, che determina i contenuti normali e quelli promozionali, non c'e' molto da dire.

Ci vedremo sempre in tv o su youtube allo specchio del consumatore. Siamo perche' possiamo desiderare qualcosa.

Guardare la pubblicità di 100 anni fa, e' triste. Fa rimpiangere un mondo dove serviva far sapere di esistere, non che una cosa inutile era indispensabile piu' delle altre.

Oggi la comunicazione e' tutta emotiva e con soli valori commerciali.

Si puo' desiderare un mondo diverso ?

Fr. Biagio implora che cambi qualcosa.

Ma anche qualche mamma, la cui lettera finisce su Avvenire.it

Lei, che ha perso il figlio per un drogato. Che non gliene frega niente.

Perché non pensare che sballare con l’alcol, drogarsi, è mettere a rischio la propria vita e quella e altrui?

Perché non pensare che sballare con l’alcol, drogarsi, è mettere a rischio la propria vita e quella e altrui?

Ecco. Perche' ?

Perche' non parlarne ?

Perche' non cambiare le leggi per gestire il martellamento pubblicitario e imporre adeguate campagne di comunicazioni ?

Oppure e' il mercato a decidere cosa devono sapere le persone e cosa non serve ?

Perche'.

Continuiamo a chiederlo.

Perche' ?

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